Il genere “loxia”
Meraviglia evolutiva, o scherzo della natura?
Testo di Gian Giacomo Fanelli
Sicuramente tra tutti i fringillidi, e forse tra tutti gli uccelli, l’esempio darwiniano più lampante, è rappresentato, senza ombra di smentite dai crocieri.
Infatti l’altissimo livello di specializzazione, che ne ha così profondamente plasmato la morfologia, rende gli appartenenti a tale genus, dei super-specializzati, vivono in maniera semi-simbiotica con le conifere, in grado queste ultime, di fornire ai crocieri tutto ciò di cui hanno bisogno, nell’intero ciclo biologico: riparo, essendo sempre verdi offrono magione durante i rigori dell’inverno, tipici del nord e centro Europa;
Protezione, grazie agli antisettici contenuti nelle proprie resine, e nelle tenere gemme, graditissime dai loro ospiti dal becco in crocie;
Proteine grazie ad afidi e ragnetti, annidati tra i verdi pettini, e talvolta utilizzati nei primi giorni di vita dei nidiacei;
Anche il materiale da nido, è quasi totalmente “made in conifera”, tranne l’imbottitura interna, che spesso è intrecciata con pelo animale e muschio.
Ma il legame più forte, tra piante e animale, fa perno sulla fruttificazione delle prime, infatti gli oleosi e proteici semi, dell’abete rosso, del cipresso, aleppo, larice e pino, con le loro 605 klcal. ogni 100 gr. sono in grado di permettere un ottimale sviluppo dei pulli, accompagnandoli fino allo svezzamento.
Questo però pone dei limiti, infatti le conifere non hanno un ciclo fruttifero regolare e contundo, non garantendo così una vera e propria stagione riproduttiva.
Ma questi fantastici fringillidi non temono imprevisti, adattando anch’essi a tali ritmi la propria proliferazione.
Uno studio americano, ha dimostrato che il livello ormonale dei crocieri è, in ogni momento dell’anno, muta esclusa (ovviamente in questa fase, gli omoni sessuali lasciano il posto al tiroideo) significativamente elevato, in modo da poter raggiungere la forma amorosa in tempi brevi- questo avviene su stimolo alimentare, ossia quando una nicchia biologica possa offrire nutrimento adeguato.
Il fotoperiodo, fondamentale per l’input riproduttivo di tutte le specie, non riveste altrettanta importanza per i loxia, capaci di nidificare a qualsiasi temperatura e stagione.
Come le conifere, che evolvendosi in più specie, hanno saputo colonizzare il pianeta, dalle alpi alla macchia mediterranea, anche i crocieri si sono evoluti e specializzati in svariate sottospecie, ognuna con la forbice del becco incrociato adatta all’estrazione dei semi di una particolare conifera.
Il becco, che tanto caratterizza questi uccelli, ha il rostro inferiore che si accavalla con il superiore, formando una tenaglia adatta a violare le scaglie delle pigne.
A differenza di quello che è narrato, nell’ennesima leggenda ornitologica, la mandibola può essere rivolta a destra o a sinistra, indipendentemente dal sesso.
Anche le migrazioni sono atipiche, dettate da dei veri e propri imperativi alimentari, sono state battezzate dagli studiosi “erruzzioni”, a causa dell’imponenza del fenomeno, ovviamente discontinuo.
La colorazione è pigmentata da dei flvonoidi, gli antociani, presenti su alcuni frutti di conifera, quindi non essendo sempre garantita la disponibilità, è possibile riscontrare maschi gialli anche in natura.
I sessi si distinguono essenzialmente, per l’assenza di lipocromo nei bavagli delle femmine.
Gian Giacomo Fanelli
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